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energia eolica

Italia Nostra é stata invitata a partecipare ad un incontro con i cittadini di un comune della Toscana ed ha ribadito la sua posizione contro l’energia eolica.

Non erano però presenti Legambiente e WWF che sicuramente avrebbero condiviso la loro posizione favorevole all’eolico con motivazioni più intelligenti. Ma veniamo al dunque! Sabato 15 settembre: è già tardo pomeriggio nel centro di questa ridente cittadina adagiata sulla costa etrusca. Il corso è pieno di giovani e meno giovani in fase di “struscio”. Il dibattito, dal titolo “Energie rinnovabili: non solo eolico” si tiene proprio nel bel mezzo dell’area pedonale: luogo ed orario azzeccatissimi per coinvolgere il maggior numero di persone.

Ed è infatti stato così. Il dibattito ha attirato la curiosità di molte persone che ascoltavano interessate quello che i relatori avevano da dire. Arrivato il turno di Italia Nostra, rappresentata da un giovane locale, comincia una specie di propaganda contro l’eolico sostenuta con le seguente motivazioni:

- le pale eoliche sono fonte di rumore e inquinamento acustico

- le pale eoliche uccidono molti volatili (dicono di avere le foto)

- meglio una centrale a carbone, perchè occupa meno spazio di una centrale eolica (a questo proposito, si legga le ultime notizie sul carbone)

- il vento smette di soffiare all’improvviso causando problemi alla fornitura di energia elettrica

- che l’energia elettrica prodotta in Danimarca da fonte eolica è puramente fittizzia perchè la usano per pompare l’acqua sopra le dighe delle centrali idroelettriche.

Ala fine della relazione, un cittadino, sentendosi preso in giro ed anche un po offeso da certe affermazioni, si è fatto avanti per fare qualche domanda e per intavolare un dibattito costruttivo. Sfortunatamente, dopo una breve risposta da parte del rappresentante di Italia Nostra, il moderatore dell’incontro (noto politico della ridente cittadina), ha letteralmente fatto di tutto per evitare che il “noioso” cittadino continuasse con il dibattito. Che bella la democrazia partecipativa.

In questo articolo voglio quindi dare spazio a quel facoltoso cittadino, stufo di farsi prendere in giro da questa lobby o dal politico facoltoso di turno. Il testo che segue riporta gli argomenti che il cittadino avrebbe voluto discutere e dibattere con relatori e platea.

energia eolica

QUALCHE DATO
Durante gli ultimi dieci anni, il mercato dell’energia eolica si è espanso più velocemente delle altre fonti di energia rinnovabile. Dal 2000 ad oggi il tasso di crescita annuo è stato del 28%, passando dai 4800 MW installati nel 1995 agli oltre 74000 MW installati alla fine del 2006.

ENERGIA EOLICA: PERCHÉ?
La crescita del mercato dell’energia eolica é dovuta ad una serie di fattori.

SICUREZZA DEGLI APPROVVIGIONAMENTI
L’Agenzia Internazionale per l’Energia stima che il fabbisogno energetico mondiale nel 2030 sarà maggiore del 60% rispetto ad oggi, e che entro quella data dovranno essere costruiti nuovi impianti di generazione per un totale di 4800 MW.
Allo stesso tempo, le forniture di petrolio e gas, stanno via via diminuendo, con un conseguente ed impressionante aumento dei prezzi. L’Arabia Saudita ha raggiunto il picco di produzione di petrolio nel 2005 e, a livello mondiale, il 90% delle riserve petrolifere sono già state scoperte.
Da parte sua, l’energia eolica é una fonte inesauribile e sempre disponibile, virtualmente, in ogni area geografica. Non ci sono costi di approvvigionamento, nessun rischio geo-politico e nessuna dipendenza dalle importazioni di combustibili da regioni politicamente instabili (Russia, Medio-Oriente, Algeria, etc etc).

PREOCCUPAZIONI PER LO STATO DELL’AMBIENTE
Il secondo fattore impetuante é rappresentato dalle pessime condizioni in cui l’ambiente sta riversando e dalla necessità di contrastare i cambiamenti climatici. L’agenzia delle Nazioni Unite (IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change) stima che la temperatura media del pianeta aumenterà di circa 6°C in questo secolo. Ciò causerà una serie di fenomeni climatici estremi: scioglimento dei ghiacci polari con conseguente innalzamento del livello delle acque, inondazioni, tempesta, siccità e radicali cambiamenti dei micro-clima, così preziosi per la bio diversità.
Altri effetti negativi sull’ambiente sono altresì causati dall’inquinamento derivante dall’estrazione, trasporto e raffinazione dei combustibili fossili. Utilizzando fonti di energia rinnovabile, tutti questi rischi possono essere evitati.

FATTORI ECONOMICI
Con la crescita del mercato, il costo dell’energia eolica é diminuita. Una turbina moderna produce 180 volte più energia ad un costo inferiore del 50% di quelle in uso 20 anni fa. La tabella qui sotto fornisce dati sui costi di generazione attuali ed in previsione al 2050.

OCCUPAZIONE
Investire in energia eolica porta a benefici per l’occupazione e lo sviluppo di aree rurali. L’industria manifatturiera eolica, impiega oggi solo in Germania circa 64.000 persone e 150.000 in tutto il mondo (dati del 2005). Mantenendo questa velocità di sviluppo, il GWEC stima che al 2050 si avranno 653.000 nuovi posti di lavoro creati, a livello mondiale: una stima “al ribasso”, in quanto lo sviluppo dell’energia eolica é destinato ad incrementare il passo, in virtù del coinvolgimento ed interessamento di India e Cina in questo “nuovo” settore industriale.

SVILUPPO TECNOLOGICO ED INDUSTRIALE
I miglioramenti più eccezionali in questi venti anni sono stati l’aumento delle dimensioni e delle prestazioni delle turbine eoliche. Da macchine di appena 25 kW vediamo oggi potenze installate fino a 5 MW. Di conseguenza, meno turbine e meno spazio, sono necessari per la produzione della stessa quantità di energia. In linea generale, una moderna turbina da 1MW, oggi, può fornire elettricità a circa 650 appartamenti.

IMPATTI AMBIENTALI DELL’ENERGIA EOLICA
La costruzione, l’installazione, l’utilizzo e la manutenzione di turbine, spesso, fa emergere alcune preoccupazioni di:
- impatto visivo;
- rumore
- volatili.

IMPATTO VISIVO
Essere visibili non vuol dire essere intrusivi. Alcune persone vedono le turbine come una minaccia alla bellezza del territorio, altre vedono le turbine come simbolo di un futuro più pulito e sostenibile.
Le turbine eoliche, comunque, non sono le prime infrastrutture che hanno fatto emergere preoccupazioni per l’impatto visivo. Pensiamo ai milioni di antenne che sono sui tetti delle nostre case (quelle vanno bene, perché ci fanno vedere la televisione); le antenne per i telefoni cellulari (che oltre ad essere “bruttine” danno inquinamento elettromagnetico – ma anche quelle vanno bene, perché ci permettono di dire alla mamma o alla fidanzata che siamo imbottigliati nel traffico e che faremo un po tardi per la cena), senza poi menzionare le mega-centrali a gas, olio combustibile, nucleari, i poli chimici etc etc. Giusto per completare: a fine ciclo vita la turbina é disinstallata, non c’è bisogno di costosissime bonifiche ed il territorio circostante rimane pressoché intatto.

RUMORE
Il rumore é presente solamente quando la turbina é in funzione. Esistono delle normative, che prevedono l’installazione di parchi eolici a distante minime dai centri abitati. Comunque (vedere tabella qui sotto), il rumore generato dalle turbine eoliche, confrontato con altre fonti, é, oserei dire, trascurabile. Avete mai provato a vivere nel quartiere S.Lorenzo a Roma al primo piano in via dei Volsci?

VOLATILI
Tra tutte le cause di mortalità dell’avifauna, l’energia eolica é da considerarsi tra le meno “colpevoli”. Uno studio statunitense nel 2001 ha dimostrato che le turbine eoliche causano la morte diretta dello 0,02% di tutti gli uccelli morti a causa di collisioni con le infrastrutture create dall’uomo. In particolare, quell’anno, 33.000 uccelli sono rimasti uccisi a causa delle 15.000 turbine presenti sul territorio: poco più di due uccelli per turbina.
In generale si può affermare che gli uccelli imparano a riconoscere le nuove strutture presenti sul territorio ed a evitarle, in modo da poter continuare le proprie attività.

Nella provincia di Navarra (Spagna), uno studio del 2003, ha rilevato che le 692 turbine in operazione hanno causato la morte di 90 volatili: 0,13 unità per turbina.

Come confronto, prendiamo ad esempio l’incidente navale della Exxon Valdez in Alaska. A causa delle perdite di greggio nell’oceano, 500.000 uccelli sono rimasti uccisi.
Ed ancora! Una centrale a carbone in Florida, durante il periodo migratorio, ha fatto registrare la morte di oltre 3000 volatili in una sola notte. A voi le conclusioni!

INTEGRAZIONE DELL’ENERGIA EOLICA NELLA RETE DI DISTRIBUZIONE ELETTRICA
L’energia eolica é spesso definita come una fonte intermittente. C’è da dire però che il vento non inizia e finisce ad intervalli irregolari,quindi l’attributo “intermittente” é abbastanza fuorviante. L’energia prodotta da una centrale eolica é variabile e questa variabilità può essere facilmente prevista grazie alle soluzioni tecnologie, modelli statistici e metereologici altamente sofisticati.
Oggigiorno é possibile prevedere la generazione elettrica di una centrale eolica da un minimo di 5 minuti ad un massimo di 72 ore in anticipo. L’errore di queste valutazioni si attesta tra il 10 ed il 20% per previsioni a 36 ore. Si può quindi affermare che il problema non è la variabilità, bensì come gestirla al meglio per ottimizzare la sua integrazione nella rete di distribuzione.
Spesso si sente dire che é impossibile integrare grossi quantitativi di energia eolica. In Danimarca il 21% del fabbisogno elettrico nazionale è soddisfatto dagli impianti eolici presenti sul territorio. Ciò é reso possibile da un adeguato aggiornamento e gestione delle infrastrutture di distribuzione e trasmissione esistenti. Necessità che vale anche per le altre fonti di energia tradizionali.
Pertanto, gli ostacoli alla penetrazione di grandi quantitativi di energia eolica non sono di natura tecnica bensì di natura legislativa e normativa: una vera liberalizzazione del mercato dell’energia rappresenta quindi uno dei passi fondamentali.

:: Federico Brucciani 25.09.07 :: Energia Eolica, Politiche e Opinioni ::


7 Commenti »

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  1. Complimenti Federico per l’ottimo articolo.

    Commento di lsol — 28 Settembre 2007 #

  2. Gentile signore,
    ho letto con stupore e disappunto, anche per i toni usati, il suo commento all’incontro sull’energia eolica di Cecina. Non è nello stile di Italia Nostra, che fin dal 1955 si batte senza fini reconditi per la tutela della cultura e dell’ambiente, entrare in polemiche di basso profilo. Questa volta, invece, mi sembra opportuno proprio per la cattiva informazione che si continua a fare da più parti – e ad arte! - sul tema scottante e centrale delle energie rinnovabili.
    Riporto per compiutezza qui di seguito il commento poco elegante apparso sul vostro sito e la risposta puntuale del nostro rappresentante intervenuto all’incontro, che fa parte del gruppo di lavoro Energia di Italia Nostra.
    Antonello Alici, segretario generale
    Italia Nostra
    Via Sicilia, 66 – 00187 Roma

    “A volte ritornano :Le critiche all’energia eolica tornano a farsi sentire in Toscana. Il parco eolico di Chianni e l’imminente parco di
    Montescudaio suscitano polemiche più o meno condivisibili. Italia Nostra (nota associazione ambientalista!!!!), intervenendo pubblicamente ad un dibattito, ha presentato problematiche oramai
    superate dai miglioramenti tecnologici: fanno rumore, occupano troppo spazio, la loro produzione di energia eolica imprevedibile ed
    uccidono l’avifauna. Hanno inoltre affermato di preferire una centrale a carbone ad un parco eolico. Federico Brucciani, presidente
    dell’associazione ProRinnovabili, risponde con un articolo …”
    Mi permetto soltanto di ricordare che Italia Nostra fin dal 1955 si batte per la tutela

    Roma, 11 ottobre 2007
    Oggetto: Incontro a Cecina sull’eolico: precisazioni

    In relazione a quanto apparso sul vostro sito all’indirizzo:

    http://www.prorinnovabili.it/a-volte-ritornano-anche-troppo-spesso/1477/

    terrei a fare alcune precisazioni, essendo io la persona che ha
    parlato a nome di Italia Nostra.

    L’articolo a firma Federico Brucciani ha riportato in modo molto
    impreciso numerose affermazioni che ho fatto nell’incontro oltre ad
    alcune falsità vere e proprie che mi fanno credere che l’autore abbia
    seguito il dibattito molto superficialmente e se ne sia andato prima
    della conclusione.

    - Il WWF era presente: moderatore ed organizzatore dell’incontro era
    un socio attivamente impegnato nel WWF e rappresentava tale
    Associazione. Al termine dell’incontro ha parlato un altro esponente
    locale del WWF, ornitologo molto esperto, che ha peraltro confermato
    le preoccupazioni sull’avifauna in relazione ad alcuni impianti
    eolici in progetto in zona.

    - Legambiente era stata invitata ed era attesa, la presenza era
    prevista ma il rappresentante regionale dell’Associazione all’ultimo
    momento non è potuto venire per impegni privati. Erano comunque
    presenti ed hanno partecipato al dibattito alcuni esponenti del
    Circolo Costa Etrusca.

    - E’ assolutamente falso che sia stato impedito a chicchessia di
    parlare. Dopo ogni intervento al dibattito era previsto uno spazio
    riservato alle domande del pubblico, che ci sono state anche dopo il
    mio intervento (la discussione sulla Danimarca in particolare è nata
    dopo un intervento di un ragazzo del pubblico). Chi voleva
    intervenire è intervenuto l’incontro si è protratto ben oltre
    l’orario previsto.

    Per quanto riguarda il mio intervento non ho fatto alcuna propaganda
    contro l’eolico: ho solo fatto presenti alcuni aspetti negativi
    dell’energia eolica ben noti nella letteratura scientifica:

    - Sull’avifauna non ho detto che tutti gli impianti eolici uccidono
    molti volatili: ho detto che impianti posizionati nei posti sbagliati
    possono causare danni considerevoli all’avifauna e che prima di
    decidere il posizionamento sono necessari studi molto approfonditi
    con osservazioni sul campo e che tali studi non vengono fatti quasi
    mai in Italia. Ho anche detto che ci sono impianti che per la loro
    posizione causano danni marginali e accettabili per l’avifauna.

    - non ho parlato di carbone. Ho solo fatto presente che i confronti
    tra le centrali termoelettriche tradizionali e l’eolico dovessero
    essere fatti a parità di produzione di energia e che era
    concettualmente poco utile confrontare l’impatto di una pala eolica
    (o di un impianto eolico) con una centrale tradizionale.

    - non ho detto che l’energia elettrica prodotta dall’eolico danese è
    fittizia. Tutt’altro: ho detto che la Danimarca può produrre un tale
    quantitativo di energia dal vento per due motivi. Primo perché si
    tratta di un paese piccolo (con forti venti) la cui rete elettrica è
    fortemente integrata con quelle dei paesi confinanti (Germania e
    Paesi Scandinavi) dove si può esportare l’energia in eccesso e
    importarla quando serve. Secondo perché l’energia elettrica da fonte
    eolica può essere “immagazzinata” tramite pompaggi nei bacini
    norvegesi e riutilizzata quando serve sotto forma di energia
    idroelettrica. Ho anche fatto notare come questo sia un ottimo
    utilizzo della fonte eolica, ma ho espresso dubbi sulla fattibilità
    in Italia e sui costi dell’operazione.

    - sul rumore ho detto che l’impatto acustico può essere notevole e
    avvertibile fino a distanze maggiori di quanto si dice quando tali
    impianti sono installati in zone rurali densamente abitate, con poco
    o nullo rumore di fondo particolarmente di notte. Gli impianti in
    zona di cui si stava discutendo rientrano esattamente in tale
    localizzazione.

    - risulta infine curioso che l’autore si sia dimenticato la parte
    centrale e più lunga del mio intervento quella dove discutevo alcuni
    meccanismi distorsivi del meccanismo di incentivazione degli impianti
    eolici in Italia tramite i Certificati Verdi e dove mettevo in
    evidenza come tali incentivi fossero di gran lunga superiori al resto
    d’Europa.

    Cordiali saluti

    Fabio Tinelli
    Componente gruppo di lavoro Energia
    Italia Nostra nazionale

    Commento di Antonello Alici — 12 Ottobre 2007 #

  3. Cari tutti, sono appena rientrato da un viaggio di lavoro nell’est europeo. Al ritorno ho trovato una email in cui Maria Rita Signorini di Italia Nostra mi segnala una brutta lettera apparsa sul sito ProRinnovabili. Sento il dovere di rispondere: non tanto per i contenuti della lettera citata, quanto invece per dovere nei confronti di Italia Nostra. Lo stile della lettera non e’ cero bello e ancor meno lo sono i contenuti, ma soprattutto non sono veri.

    Mi presento brevemente. Mi chiamo Marcello Demi e sono la persona che ha moderato il dibattito in questione: sono la persona che l’autore della lettera definisce come “noto politico locale”. In effetti sono abbastanza conosciuto localmente (e non solo) tanto e’ vero che basta cercare il mio nome con Google che chiunque puo’ trovare i miei riferimenti. Questo per dire che Federico Brucciani avrebbe potuto facilmente mandarmi per conoscenza la sua lettera; gli avrei risposto e gli avrei evitato una brutta figura. Lavoro infatti in stretto contatto con le maggiori associazioni ambientaliste toscane (in particolare con Legambiente, WWF, Italia Nostra e Lipu) e, tra l’altro, curo per conto di queste ultime i ricorsi amministrativi congiunti della Val di Cecina. Sono stato inoltre responsabile della sezione WWF della Val di Cecina per oltre 10 anni. Dal 2004 sono consigliere comunale, ma e’ evidente a tutti che quello non e’ il mio posto tanto e’ vero che il sindaco mi ha gia’ degradato (ero assessore all’ambiente) per essermi rifiutato di approvare una variante urbanistica che successivamente e’ stata bloccata anche dalla regione toscana (prima volta nella storia della LR 1/05).

    Riguardo il dibattito da me moderato, come tutti capirete, la prima cosa che ho fatto e’ stata quella di contattare le associazioni ambientaliste. Purtroppo Fausto Ferruzza (direttore di Legambiente Toscana) aveva seri problemi familiari e all’ultimo momento mi ha chiamato per dirmi che non ce la faceva (e questo l’ho detto in apertura del dibattito). Il presidente del WWF Toscana (Guido Scoccianti) ugualmente per problemi di lavoro non e’ potuto intervenire (e anche questo l’ho detto in apertura del dibattito). Delle associazioni e’ quindi intevenuta ufficialmente soltanto Italia Nostra.

    C’e’ da dire pero’ che, qualora si fosse reso necessario, il sottoscritto era stato autorizzato dal presidente del WWF Toscana ad intervenire in suo nome. Inoltre in fine serata e’ intervenuto per Legambiente il responsabile locale Vanni Zampini. Se il signor Brucciani si fosse trattenuto avrebbe sentito quindi anche la voce di Legambiente e se l’avesse chiesta avrebbe potuto sentire anche quella del WWF.

    Per concludere. Il signor Brucciani ha fatto il suo intervento a cui hanno replicato sia il rappresentante di Italia Nostra che il presidente dell’agenzia energetica della provincia di Livorno. L’intervento del signor Brucciani e’ stato un po’ forte. Per intenderci un intervento che non cercava certo il dibattito, ma bensi’ un intervento di quelli che non ammettono repliche. E’ un errore da cui siamo passati tutti: l’errore di pretendere di avere la ragione in tasca, l’errore di percepirla e di pensare che tanto basta, e soprattutto l’errore di pretendere che gli altri la percepiscano cosi’ come noi la percepiamo senza discuterla. Un po’ troppo per un tavolo qualificato come quello a cui si e’ rivolto Federico.

    Nessuno comunque ha aggredito Federico Brucciani, nonostante il suo atteggiamento aggressivo. Da parte mia ho dovuto prendere atto che il tavolo aveva risposto alle sue domande e che dopo di lui altri avevano il diritto di intervenire. Dopo di cio’ Federico, subito dopo il suo intervento, e’ andato via. Se fosse rimasto (il dibattito si e’ protratto fino alle 20) avrebbe potuto intervenire di nuovo, anche riproponendo le sue ragioni, ma accettando il confronto con gli altri partecipanti attraverso l’esercizio della dialettica: questo e’ il dibattito.

    Un saluto a tutti, Marcello Demi

    Commento di Marcello Demi — 17 Ottobre 2007 #

  4. Terrei a fare alcune precisazioni, essendo io la persona che ha parlato a nome di Italia Nostra.

    L’articolo a firma Federico Brucciani ha riportato in modo molto impreciso numerose affermazioni che ho fatto nell’incontro oltre ad alcune falsità vere e proprie che mi fanno credere che l’autore abbia seguito il dibattito molto superficialmente e se ne sia andato prima della conclusione.

    - Il WWF era presente: moderatore ed organizzatore dell’incontro era un socio attivamente impegnato nel WWF e rappresentava tale Associazione. Al termine dell’incontro ha parlato un altro esponente locale del WWF, ornitologo molto esperto, che ha peraltro confermato le preoccupazioni sull’avifauna in relazione ad alcuni impianti eolici in progetto in zona.

    - Legambiente era stata invitata ed era attesa, la presenza era prevista ma il rappresentante regionale dell’Associazione all’ultimo momento non è potuto venire per impegni privati. Erano comunque presenti ed hanno partecipato al dibattito alcuni esponenti del Circolo Costa Etrusca.

    - E’ assolutamente falso che sia stato impedito a chicchessia di parlare. Dopo ogni intervento al dibattito era previsto uno spazio riservato alle domande del pubblico, che ci sono state anche dopo il mio intervento (la discussione sulla Danimarca in particolare è nata dopo un intervento di un ragazzo del pubblico). Chi voleva intervenire è intervenuto l’incontro si è protratto ben oltre l’orario previsto.

    Per quanto riguarda il mio intervento non ho fatto alcuna propaganda contro l’eolico: ho solo fatto presenti alcuni aspetti negativi dell’energia eolica ben noti nella letteratura scientifica:

    - Sull’avifauna non ho detto che tutti gli impianti eolici uccidono molti volatili: ho detto che impianti posizionati nei posti sbagliati possono causare danni considerevoli all’avifauna e che prima di decidere il posizionamento sono necessari studi molto approfonditi con osservazioni sul campo e che tali studi non vengono fatti quasi mai in Italia. Ho anche detto che ci sono impianti che per la loro posizione causano danni marginali e accettabili per l’avifauna.

    - non ho parlato di carbone. Ho solo fatto presente che i confronti tra le centrali termoelettriche tradizionali e l’eolico dovessero essere fatti a parità di produzione di energia e che era concettualmente poco utile confrontare l’impatto di una pala eolica (o di un impianto eolico) con una centrale tradizionale.

    - non ho detto che l’energia elettrica prodotta dall’eolico danese è fittizia. Tutt’altro: ho detto che la Danimarca può produrre un tale quantitativo di energia dal vento per due motivi. Primo perché si tratta di un paese piccolo (con forti venti) la cui rete elettrica è fortemente integrata con quelle dei paesi confinanti (Germania e Paesi Scandinavi) dove si può esportare l’energia in eccesso e importarla quando serve. Secondo perché l’energia elettrica da fonte eolica può essere “immagazzinata” tramite pompaggi nei bacini norvegesi e riutilizzata quando serve sotto forma di energia idroelettrica. Ho anche fatto notare come questo sia un ottimo utilizzo della fonte eolica, ma ho espresso dubbi sulla fattibilità in Italia e sui costi dell’operazione.

    - sul rumore ho detto che l’impatto acustico può essere notevole e avvertibile fino a distanze maggiori di quanto si dice quando tali impianti sono installati in zone rurali densamente abitate, con poco o nullo rumore di fondo particolarmente di notte. Gli impianti in zona di cui si stava discutendo rientrano esattamente in tale localizzazione.

    - risulta infine curioso che l’autore si sia dimenticato la parte centrale e più lunga del mio intervento quella dove discutevo alcuni meccanismi distorsivi del meccanismo di incentivazione degli impianti eolici in Italia tramite i Certificati Verdi e dove mettevo in evidenza come tali incentivi fossero di gran lunga superiori al resto d’Europa.

    Cordiali saluti

    Fabio Tinelli

    Commento di Fabio Tinelli — 17 Ottobre 2007 #

  5. Cari Signori M. Demi, F. Tinelli e A. Alici,

    sono contento di poter continuare il dibattito, perchè in effetti avete ragione nell’affermare che ho abbandonato il dibattito pubblico a Cecina prima del suo termine.

    Avete anche ragione sul fatto che la mia reazione (scritta) sia stata brusca e non cortese e di questo chiedo pubblicamente scusa ai diretti interessati.

    Chiedo scusa anche per le imprecisioni e l’incorrettezze (scaturite in un momento di rabbia) e per i toni non “politicamente corretti” e di basso livello.

    Ribadisco comunque che, dopo aver ricevuto le risposte alle mie domande, sono stato interrotto quando stavo esprimendo la mia opinione a favore dell’energia eolica.

    Il mio intervento “forte” é scaturito dal fatto che ho percepito l’intervento del Sig. Tinelli come una presentazione dei soli aspetti negativi dell’energia eolica, molti dei quali ritengo tecnologicamente e normativamente superati.

    Tecnologicamente, ad esempio, posso citare l’integrazione dell’energia eolica nella rete di distribuzione dell’energia elettrica (éoramai di dominio pubblico che in Italia necessitiamo di un aggiornamento della rete di distribuzione) e parlo anche dell’aspetto aerodinamico e quindi del bassissimo inquinamento acustico che generano le pale eoliche (vedere tabella).
    inquinamento acusticoNormativamente perchè per tutti gli impianti eolici esistono delle procedure, piuttosto complesse, di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) ed a breve anche le “sudate” Linee Guida Nazionali, che comunque, se seguite adeguatamente, stabiliscono la costruzione degli impianti a determinate distanze dai nuclei abitativi.

    Inoltre, dire (giustamente tra l’altro) che in Italia non potremo raggiungere i livelli di sviluppo della Danimarca (e anche della Germania) per motivi geografici e climatici, mi sembra un po riduttivo e non contribuisce certo ad evidenziare quelli che sono gli aspetti positivi dell’energia eolica.

    Una minima occupazione del territorio: le normali attività agricole o di pastorizia possono continuare intorno alle pale eoliche.

    Riducono notevolmente le emissioni nocive per la salute e l’ambiente; ed in questo modo evitiamo di pagare multe salate per non ottemperare agli obblighi del Protocollo di Kyoto.

    Ci slegano dalla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili da paesi politicamente instabili.

    Sul meccanismo di incentivazione “Certificati Verdi”, invece, trovo più curioso e distorsivo il fatto che, ben l’81% dei prelievi in bolletta elettrica (componente tariffaria A3 - CIP6) sia devoluto alle cosiddette “assimilate” e che solo il 19% sia devoluto alle vere “rinnovabili”. Non è questa forse distorsione del mercato?

    Per quanto riguarda invece il confronto con le centrali termoelettriche tradizionali, limitarci solamente a prendere in considerazione la produzione di energia mi sembra in tutta onestà non molto corretto. Un confronto più sensato e completo, soprattutto se si parla di tutela ambientale, ritengo debba essere fatto su tutto il ciclo di vita di una centrale, qualunque essa sia: a partire dal reperimento della fonte di energia passando attraverso la costruzione, la gestione, lo smaltimento dei rifiuti/residui, il mantenimento, lo smantellamento a fine vita e la bonifica del territorio. Non esito a dire che, se facciamo un confronto in questi termini, la centrale eolica supera l’esame abbondantemente.

    La tutela dell’ambiente e del paesaggio passa anche attraverso i metodi di generazione dell’energia e quella eolica è senza dubbio una soluzione di estremo interesse anche per l’Italia. Questo è un messaggio che non ho percepito durante l’intervento del Sig Fabio Tinelli.

    Saluti Solari,
    Federico Brucciani

    Commento di Federico Brucciani — 18 Ottobre 2007 #

  6. Come vicepresidente dell’ass. Prorinonvabili e fondatore di questo sito, applaudo questo serio dibatitto online. Non mi preoccuperei dei toni…infatti della formalitá mi sono stancato e del politichese ancora di piu’. Mi preoccuperei dei contenuti e sottolinerei che se si continua a questo ritmo di aumento di CO2, molto presto, non avremo piu’ tanti problemi di uccelli o progettisti di centrali eoliche. Ne avremo altri di problemi, come il Nobel per la pace ci ha informato… e se si fosse dimenticato.
    Suggerisco una nuova conferenza dove la nostra Ass. possa pubblicamente risdiscutere questi temi.

    La nostra cara Italia…mantiene una posizione incredibile sull’eolico. Ma il nostro orticello é il piu bello di tutti che non si puo’ toccare?

    E delle ricadute positive dello sviluppo di una industria eolica italiana….ve li ricordate i giovani italiani…che futuro i politici italiani gli vogliono dare?

    SolarMente
    Lorenzo Spadoni

    Commento di lsol — 19 Ottobre 2007 #

  7. Quando anche qui si parlerà di meno e si farà di più, riusciremo ad uscire dal sottosviluppo a cui il Popolo del Veto ci sta condannando.

    Commento di Joe Swanson — 25 Febbraio 2008 #

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